Covit-19 in viaggio: consigli e precauzioni in Islanda

Il Covit-19 probabilmente cambierà per un po' le abitudini di coloro che decidano di andare in Islanda e in qualsiasi altra parte del Mondo. Una visione d'insieme non troppo ottimista prefigura un periodo ragionevole transitorio di diversi mesi per il quale sia necessario, proprio per il Covit-19, apportare alcune modifiche alle abitudini degli irriducibili viaggiatori. Modifiche che possono anche essere solo piccoli accorgimenti (tra l'altro transitori) che non minano la sicurezza o la tranquillità con la quale approcceremo ai nostri viaggi.

Al di la di tutto, i punti che ci interessano sono pochi:

Si puo' entrare in Islanda?

Domanda abbastanza semplice.
La risposta la troverete sempre qui: http://www.viaggiaresicuri.it/country/ISL
Se avete già prenotato state sereni e godetevi l'attesa per il viaggio. Con ogni probabilità partirete. Se così non fosse alla peggio il vostro viaggio verrà rischedulato in altra data.

Rischio di dover scombussolare il viaggio in Islanda?

Qui nessuno puo' capirci ancora nulla. Le dimensioni delle restrizioni di traffico potrebbe durare alcune settimane o addirittura mesi. Aprendosi e richiudendosi più volte.
Di sicuro è impensabile che tra qualche mese la situazione non si sia almeno stabilizzata.
La disponibilità è sempre parecchio limitata e l'Islanda non conosce crisi: è come sempre quindi obbligatorio pianificare il viaggio in largo anticipo.

In caso di annullamento del viaggio:

- Se avete optato per un viaggio organizzato, non dovreste perdere nulla. Al limite potrebbero proporvi di posticipare il viaggio.

- Se viaggiate per conto vostro poteste dover riconfigurare velocemente da soli.

 

Rischio di ammalarmi di Covit-19 in viaggio?

E' probabile che ciò sia rischioso nella stessa misura in cui si rischi restando a casa, qualora non si applichino le basilari regole di profilassi.
In ogni caso esistono infinite possibilità contrarre malattie nel cosmo.
La sanità islandese è ottima 

Che cosa posso fare per limitare al minimo i problemi di contagio?

Avere consapevolezza, ovvero sapere almeno i campanelli d’allarme del virus.
I sintomi sarebbero simili a quelli influenzali: dalla tosse alla febbre: i coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal raffreddore a malattie più gravi come le sindromi respiratorie acute. I sintomi più comuni includono febbre, tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave e insufficienza renale.
Non esiste però un trattamento specifico. Il trattamento deve essere basato sui sintomi del paziente.
La terapia di supporto può essere molto efficace.
Se vi dovessero prendere sintomi influenzali prima di partire: no panic! 
Basterà aver stipulato una comune assicurazione di viaggio con polizza annullamento.

E durante il viaggio?

Le precauzioni da adottare in caso si viaggi senza timore del Covit-19 sono sempre le solite: lavare frequentemente le mani con acqua e sapone; coprire la bocca e il naso con un fazzoletto quando si starnutisce o tossisce (non con le mani); evitare il contatto con persone affette da malattie respiratorie. Portarvi una mascherina per ogni evenienza (più che altro perchè se vi viene il raffreddore per l'aria condizionata, avrete certamente da mantenere una rispettosa ed educata profilassi).

Al ritorno in italia
Se nelle due settimane successive al ritorno si dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie), a scopo precauzionale contattare il medico di fiducia, riferendo del recente viaggio.

Un invito alla cautela per i viaggiatori italiani in merito al virus cinese è apparso anche sul sito “Viaggiare Sicuri” gestito dall'Unità di Crisi della Farnesina.
Nell'aggiornamento sulla “Patologia polmonare nell'Hubei” si richiamano le raccomandazioni delle autorità sanitarie locali e internazionali. I sintomi della patologia polmonare riscontrata nella città di Wuhan, “sarebbero simili a quelli influenzali. Pertanto, soprattutto in caso di soggiorno nella regione dell'Hubei e qualora si sia entrati in contatto con animali in quella zona, in presenza di sintomi simil-influenzali si raccomanda di contattare un medico”.

Share it